Marco Bellagamba - Pittore
Transvisionismo
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transvisionismo
Nel 1995 usciva in provincia di Piacenza il manifesto del Transvisionismo, esito dell’incontro di ventuno artisti e dell’elaborazione teorica del Prof. Luigi Galli, Romano Costa e Luciano Carini: un’elaborazione sofferta, di difficile traduzione, sia perché la storia dell’arte del secolo scorso ha avuto una quantità davvero rilevante di manifesti (come forma di più diretta comunicazione tra arte, artisti e pubblico, in quanto serviva a rendere evidente le ragioni costitutive di un movimento, i suoi obiettivi e i mezzi che intendeva mettere in opera), sia per una certa ricercatezza linguistica e concettuale che doveva dare credibilità all’evento.

Nella sua sostanza il manifesto auspicava ed auspica l’affermarsi di un’arte astratta capace di ribadire la qualità energetica e la potenza espressiva della materia – materia cromatica, plastica - liberata in uno spazio aperto, pulsante, vivo, profondo, determinato dal gesto che lo segna, lo plasma, un’arte senza più riferimenti descrittivi, rivolta all’essenza, a modulazioni, a ritmi che traducono direttamente l’emozione, la sensazione e il sentimento, provocando una progressiva smaterializzazione del sentire, un attraversamento della materia sensibile e del corpo attraverso la materia - attraverso, ‘trans’, un ‘trans-portare’ oltre la propria sensibilità, un ‘trans’, un ‘trans-vedere’ al di là della materia – provocando una continuità senza soluzioni, senza diaframmi e senza nodi o grumi, tra psichico e fisico, tra spazio intimo e spazio esterno di accadimento, in cui il gesto e lo sguardo fanno precipitare il segno e le sue evoluzioni, i suoi percorsi e riferimenti in un ‘campo’ di pulsazione e fermentazione. Così, quanti di volta in volta hanno aderito al Transvisionismo – sono molti e, com’è naturale nella dinamica dei gruppi, cambiano spesso l’aggregazione, la quale d’altronde ha solo lo scopo di acquisire maggior peso culturale e maggiore visibilità e distinzione sul mercato - esprimono soprattutto una forte tensione a quella smaterializzazione che già – a ben guardare – è implicita nella cultura virtuale del nostro tempo, caratterizzata da una sempre più consistente perdita di cultura materiale e diretta, a vantaggio di una cultura omologata, omogeneizzata, confezionata, introspettiva.

Questa provoca un sostanzioso smarrimento di esperienza e di conoscenza, un progressivo indebolirsi dei riferimenti esterni e comporta, evidentemente, come sforzo reattivo e come proposta di uscita, un’ulteriore sollecitazione dello sguardo prensile, non più solo a guardare e vedere la realtà ma a ‘ trans-vedere’ a ‘ stravedere’, cercando di cogliere tutte le risonanze interne ed esterne, i riferimenti temporali e spaziali, di contesto ambientale e culturale. In questa direzione il Transvisionismo mira a distinguersi dall’Informale, attitudine, più vasta e più generica insieme, a restituire alla materia tutta la sua carica espressiva e comunicativa.
Il Transvisionismo si propone di andare oltre, di guardare oltre, di vedere che cosa ci sia al di là della materia e che la materia stessa e il gesto con cui viene trattata guidano a vedere, a percepire, a partecipare.

I Transvisionisti propongono quindi un diverso modo di guardare, di percepire la materia e di dialogare con essa, liberando l’istinto, focalizzando lo sguardo non più sulla apparenza figurale ma sui ritmi (gli andamenti, le scivolate, l’arricciarsi, il contaminarsi in tessiture semplici o complesse, a volte ardite per ricchezza di elementi interattivi) e sui ‘campi’ materici (sugli sviluppi volumetrici per le sculture) come sollecitazioni a un sempre più attento ascolto delle risonanze e delle modificazioni che colore, movimento, forma, materia, luce producono in noi. Diventa importante il gesto, come ricerca di adeguamento del ritmo pittorico al respiro, all’andamento del corpo, al passo, all’ampiezza del braccio, ora più espansivo ora più reticente.
Ricordo come e con quanta passione Lucio Fontana raccomandasse di non guardare i suoi ‘tagli’, le sue cesure, come eventi terminali, come risultati, ma come azioni, come se ciascuno di noi partecipasse con lui alla realizzazione del taglio, al gesto: nella ripetizione fisica o mentale del gesto c’era la possibilità di vera scoperta, col corpo, del significato del taglio in quanto esso consentiva la percezione del tempo (taglio), la percezione del presente, cioè della lacerazione del diaframma temporale tra passato e futuro, del momento brevissimo, anzi senza durata, inesistente, tra prima e dopo, tra qui e oltre, tra il davanti e il dietro la tela messi in comunicazione diretta. Il Transvisionismo sollecita a vedere oltre la realtà delle cose così come sono, come sembrano essere, al di là della materia/colore, collocandosi in uno spazio illimitato, di continuità emotiva, di tempo dilatato, in percorsi che diventano metafore di movimenti e mutamenti psichici, di sentimento attivo e germinante, non retrovisivo e nostalgico di una centralità perduta, di un’unicità insostenibile.
 

Marco Bellagamba Marco Bellagamba

La pittura di Marco Bellagamba rende alla vita dell’arte la sua semplicità naturale, la sua perfezione drammatica, la sua perentorietà conosciuta. La trae tutta viva dalla sorgente eterna, dal mistero stesso della natura, dall’anima stessa della materia.
Mario Bernardinello Mario Bernardinello

Il linguaggio di Bernardinello, partendo da premesse informali, fa trasparire l’energico ritmo di configurazioni sviluppate dalla dinamica tensione segno-luce in vivide ed audaci interpretazioni.
Ugo Borlenghi Ugo Borlenghi

La sua ricerca si muove nella prospettiva di forme pure, ma non ideali. Il lavoro della e nella materia, la dialettica tra evoluzione dell’informe e razionalità del progetto permangono come punti nevralgici di un limpido equilibrio plastico e visivo.
Viviana Faiola Viviana Faiola

I suoi dipinti sviluppano personali percorsi di ispirazione astratto-espressionista. La Faiola annulla ogni distinzione tra segno e macchia, simbolo e concetto, per scavare nella profondità cromatica delle emozioni e dei sentimenti.
Massimo Meucci Massimo Meucci

Spazio pittorico come spazio della memoria è il leight motiv della ricerca di Massimo Meucci. Le sue composizioni trasmettono ritmi dinamici che anche con l’inserimento di materiali vari imprimono energia alle superfici.
Stefano Sichel Stefano Sichel

Decorazione ed informalità si fondono nel luminismo della pittura di Sichel. La realtà dello spazio, non più connotata da volumi e forme, si trasforma in un’organicità pervasiva ed acuta.
Erminio Tansini Erminio Tansini

Tra informale e costruttivismo Erminio Tansini struttura il suo marcato plasticismo pittorico. L’artista nelle sue sintetiche elaborazioni con incisive masse cromatiche definisce l’architettonica espressione del dipinto.

Scarica il manifesto del Transvisionismo in formato pdf: [clicca qui].

Transvisionismo - Monografia

Dal mese di settembre 2006 è disponibile in libreria e nei siti specializzati la monografia “TRANSVISIONISMO” a cura di Giorgio Mondadori, un’opera sul Gruppo piacentino che ha redatto nel 1995 il Manifesto dell’Arte Transvisionista e sui sette autori che attualmente ne fanno parte: Marco Bellagamba, Mario Bernardinello, Ugo Borlenghi, Viviana Faiola, Massimo Meucci, Stefano Sichel, Erminio Tansini. Prezzo di copertina: € 40,00.

DOWNLOAD ESTRATTO (Pdf 2,3 Mb)


1995 Piacenza, Galleria d’Arte La Meridiana
1995 Padova, Centro d’Arte Europa
1995 Venezia, Scoletta Di San Zaccaria
1996 Lainate, Milano, Villa Litta
1996 Milano, Centro Artistico Culturale Lucania
1997 Milano, Associazione Sassetti Cultura
1997 Roma, Centro Artistico Culturale Utopia
1997 Firenze, ex Convento del Carmine
1997 Berlino, Centro Studi Grenzenlos
1998 Castell’Arquato, Piacenza, Palazzo del Podestà
1998 Zoagli, Genova
1999 Sant’Elia Fiumerapido, Frosinone, Biblioteca Comunale
1999 Civitavecchia, Palazzo Del Pincio
1999 Modena, Salone Espositivo Interauto della Mercedes Benz
1999 Campi Bisenzio, Firenze, Villa Montalvo
2000 Fiorenzuola d’Arda, Piacenza, Sede Banca di Roma
2000 Barcellona, Galleria Espai Blanc
2000 Fiorenzuola d’Arda, Piacenza, Teatro Verdi
2000 Salsomaggiore Terme, Serre Comunali
2001 Padova, Mostra Mercato Arte Contemporanea
2001 Milano, Galleria Le Biciclette
2001 Parma, Galleria Casa d’Asta Montmartre
2002 Milano, Museo Della Permanente
2002 Trebur (Germania) Rathaus
2003 Cecina, Palazzo dei Congressi
2003 Castell’Arquato, Piacenza, Galleria Studio Laboratorio Transvisionismo
2004 Sanremo, Villa Ormond
2004 Campi Bisenzio, Firenze, Villa Rucellai
2005 Castell’Arquato, Piacenza, Galleria Studio Laboratorio Transvisionismo
2005 Busto Arsizio, Varese, Malpensa Arte
2006 Como, ex Chiesa di San Pietro in Atrio
 

Galleria Transvisionismo

La Galleria d'Arte Transvisionismo in Via Sforza Caolzio, 78 a Castell'Arquato (Piacenza) è la sede ufficiale del movimento. La galleria organizza scambi culturali con gruppi ed enti pubblici italiani e stranieri, mostre personali e collettive.

Per informazioni: Tel. 0523.806061 - www.transvisionismo.it


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