MARCO BELLAGAMBA

LA SCENA DISVELATA

E LA VISIONE SUBITANEA

 

 

 

 

Il paesaggio naturalistico di Bellagamba in cui palpita il ritmo del travaglio primi genio, è come l'atmosfera vivente e misteriosa, dove la dirompente forza espressiva della pittura dell'artista costantemente rivolta alla più bruciante e tangibile realtà anima-universo-natura diventa evocazione visionaria. Le opere pittoriche sembrano emergere dal fondo intimo come dalla verità stessa del celato essere che opera in loro. Lo spettacolo sorpreso dei corpi d'arte ha nel silenzio ritmico una risonanza straordinaria, tocca un possibile limite della potenza espressiva, poiché è animato da una continua aspirazione al disvelamento dell'essere. Marco Bellagamba avvicina così la sua scena disvelata allo spettatore.

 

 

Formidabile è la voce del silenzio in quella scena di momenti brevi rivelati: sola dominatrice su la solitudine mentre comunica la vita e il mistero infinitamente fluido che ha dentro di sé. I fasti dispersi, gli innumerevoli giorni di nascite e di memorie, le cose del tempo senza forma e senza nome celebrate. Tutto il teatro della natura passa nell'ombra illimitata su l'anima protesa. La vita cede all'energia ineffabile, alla forza autentica di quel germe capace di indefiniti sviluppi.

Marco Bellagamba la immagina svolgersi per mille aspetti fino alla sua possibile perfezione di rappresentazione d'arte. La voce degli elementi, l'immensità del tempo, il ricordo ed il presentimento, tutti questi segni creano una sorta di viaggio interiore dove l'opera inespressa risorge e si illumina. L'evocazione visionaria di Marco Bellagamba assorbe la scena: e ce la rende intatta e fresca e tutta immemore quasi di una novità originale su cui i vestigi delle cose hanno una ineffabile distanza; ed ora ce la rende infinitamente immediata e sorgiva come un calore che strugge quanto attinge, per modo che talvolta rinveniamo tra le cose rappresentate qualche tenebra aspirazione.

 

 

Marco Bellagamba sorpassa se medesimo, senza tregua; egli ci mostra la possibilità di una scena pittorica trasmutata nella più efficace energia stimolatrice; egli ci insegna che il colore illimitato è il più certo mezzo di conoscimento offertoci dalla natura. L'opera di Bellagamba tende a rilevare se medesima in una piena di drammatica materia quasi che sempre porti in sé consapevole quella volontà di visione profonda e continua. È in aroma di brivido metafisico, intuizione del vortice genetliaco che avvolge i limiti delle cose. Bellagamba ha il medesimo brivido nel medesimo lampo. Lo anima l'ansia di mutare in realtà sensibile la sua visione subitanea. La mutevole intima essenza è là, scoperta e messa in comunione immediata con la volontà dell'animo dell'osservatore che sente le idee significate dalle espressioni e dai gesti. La testimonianza d'arte è assecondata dalle espressioni delle cose circostanti: essa pare riprendere e continuare i ritmi a cui obbediscono tutta quella presenza rappresentata; essa pare riassumere le concordanze indefinite che corrono fra le forme create dall'arte e la qualità dell'atmosfera naturale ove esse si perpetuano. Una specie di intelligenza ritmica e fittiva sembra elaborare studiosamente le rappresentazioni pittoriche. Come per renderle conformi ad una idea e convergerle ad un fine meditato. L'artefice ha una significativa lucidità di indagine esteriore, quasi una separata facoltà di osservazione vitale. Una materia rinnovata e mutevole trae una armonia persuasa di carpire le stupefazione di quella apparizione subitanea, di quella improvvisa scoperta che, illuminandosi nel momento sorpreso, si esterna e quasi diventa tangibile, nello spessore della materia pittorica.

 

 

 

PROF. LIVIO GARBUGLIA

CRITICO E STORICO DELL'ARTE

BEYOND THE IMAGINATION
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